Nicolò Bulega racconta le difficoltà vissute tra Moto3 e Moto2, il peso del paragone con Valentino Rossi e il sogno di tornare in MotoGP con VR46

Nicolò Bulega sta vivendo il momento migliore della propria carriera. Leader del Mondiale Superbike e riferimento del progetto Ducati, il pilota italiano è riuscito a rilanciarsi dopo anni complicati, nei quali le aspettative costruite intorno al suo talento avevano finito per trasformarsi in una pressione difficile da gestire. Intervistato da Fanpage.it, Bulega è tornato sul paragone con Valentino Rossi, che lo accompagnò soprattutto nei primi anni della sua carriera. “All’inizio mi piaceva. Da piccolo avevo vinto praticamente tutto e molti dicevano che ricordavo Valentino anche per il mio modo di essere. Quando poi i risultati non sono arrivati, quella stessa etichetta è diventata pesante”
Bulega era considerato uno dei talenti più promettenti della nuova generazione italiana, ma il percorso nel Motomondiale non si sviluppò come previsto. Secondo il pilota Ducati, dietro ai risultati deludenti c’erano anche problemi che dall’esterno non erano facilmente comprensibili. “In Moto3 ero diventato troppo alto e pesante per una categoria nella quale il fisico conta moltissimo. In Moto2 ho incontrato altre difficoltà, sia tecniche sia legate all’ambiente. Tutto questo mi ha fatto soffrire molto. Ero abituato a stare davanti e improvvisamente mi ritrovavo sempre nelle ultime posizioni, senza riuscire a uscirne. Quando tornavo a casa non riuscivo a staccare e non ero sereno”.

“La Superbike mi ha restituito la serenità. Ho trovato le persone giuste e ho ricominciato a crescere stagione dopo stagione. Mentalmente oggi sono completamente diverso dal ragazzo che ero allora”. Bulega sta ottenendo risultati superiori persino alle proprie aspettative, ma non accetta che il suo dominio venga ridimensionato attribuendolo alla mancanza di avversari. Su tutti Toprak. “Mi fa sorridere quello che dicono alcuni. Non direi mai che un rivale vince soltanto perché gli altri non sono forti. Quando qualcuno è migliore bisogna riconoscerlo. Queste cose mi danno ancora più motivazione”.

Durante il mercato piloti 2026, il nome di Bulega è stato accostato con insistenza al team VR46 per la prossima stagione. Un ritorno in MotoGP rappresenterebbe per lui molto più di una semplice promozione sportiva. “Sarebbe come chiudere un cerchio. Credo che nessuno abbia mai corso in Moto3, Moto2, Supersport, Superbike e poi in MotoGP. Sarebbe una storia bellissima e una grandissima rivincita per me. Però non basta andare in MotoGP. Una volta arrivato devi dimostrare di meritartelo, altrimenti parte subito l’effetto boomerang di chi dice che sarebbe stato meglio restare in Superbike”.

