Si sapeva da mesi. Adesso è ufficiale: Francesco Bagnaia non sarà più un pilota Ducati nel 2027.

La notizia, annunciata da Ducati questa mattina, chiude de facto una delle pagine più importanti della MotoGP recente e apre definitivamente il nuovo mercato della classe regina. Pecco lascerà Borgo Panigale alla fine del 2026, dopo anni vissuti da uomo simbolo di Ducati e aver portato la casa italiana a vincere un titolo mondiale con un pilota italiano (moto italiano su moto italiana non succedeva da l 1972: Giacomo Agostini in sella alla MV Agusta). L’annuncio era atteso da mesi, quasi scontato, ma è rimasto congelato. Perché? A bloccare tutto non è stata soltanto la normale strategia del mercato piloti, ma anche la lunga trattativa intorno al Patto della Concordia, l’accordo commerciale e di governance collettiva destinato a blindare la struttura del Motomondiale per il quinquennio 2027-2031.

Intanto, ieri era arrivato l’annuncio del rinnovo di Marc Marquez con Ducati fino al 2028. Oggi, invece, è stata ufficializzata l’uscita di scena di Bagnaia dal progetto factory. Il prossimo passo è ormai solo questione di ore. Bagnaia è atteso in Aprilia, dove affiancherà Marco Bezzecchi in un progetto ambiziosissimo, che avrà come leader Massimo Rivola. Aprilia, dopo aver costruito intorno a Bezzecchi una base tecnica e sportiva sempre più solida, ha fatto un colpo enorme. L’arrivo di Bagnaia rafforza il box e toglie anche a Ducati il pilota più vincente della sua storia recente.

Al posto di Bagnaia, Ducati è pronta ad accogliere Pedro Acosta, con un annuncio atteso a breve. L’obiettivo è chiaro: formare un dream team tutto spagnolo con Marc Marquez e Acosta, due generazioni diverse ma unite dalla stessa aggressività feroce. Per Borgo Panigale è una scelta di rottura totale dal passato. Ducati cambia e passa ad un progetto completamente diverso: Marquez insieme a Pedro Acosta, che rappresenta l’investimento tecnico e mediatico sul futuro di Borgo Panigale.

Le parole di Gigi Dall’Igna, Direttore Generale di Ducati Corse

“Pecco è uno di quei piloti con cui la scintilla è nata subito. Lo abbiamo cercato e voluto da giovanissimo per costruire un progetto intorno a lui. Un ragazzo veloce e soprattutto intelligente. L’obiettivo era quello di riuscire a portare la Desmosedici GP al massimo delle sue potenzialità. Ci siamo riusciti. Grazie al lavoro di tutta la squadra e alla tecnologia, ma soprattutto grazie al talento di Pecco che ha riportato, 15 anni dopo, il rosso di Ducati in cima a tutte le classifiche. Nel corso delle nostre stagioni insieme abbiamo costruito un rapporto maturo e solido, fondato sulla gratitudine, la fiducia e il rispetto. È lo stesso rapporto che ci ha permesso di superare momenti complessi e difficili, sempre uniti. Pecco resterà per sempre un Campione nella storia di Borgo Panigale e anche nella mia storia personale. Con Ducati ha coronato i sogni che aveva da bambino e noi i nostri insieme a lui. Nelle relazioni non è sempre facile riconoscere e comprendere quando un ciclo si chiude ed è necessario cambiare. Il profondo legame di affetto reciproco che ci unisce non muterà e sarà la chiave per gestire al meglio tutte le gare da qui alla fine della stagione e chiudere al meglio questo percorso”.

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