Marc Marquez continua a cercare il miglior equilibrio tra recupero fisico e prestazione. Anche a Balaton Park il pilota Ducati ha mostrato sprazzi della sua velocità, conquistando l’accesso diretto alla Q2 con il settimo tempo, ma il vero tema del suo weekend resta sempre lo stesso: la condizione fisica.

Dopo il rientro al Mugello, il nuovo appuntamento ungherese ha confermato sensazioni molto simili. La velocità non manca, ma mantenerla per tutta la durata di uno stint resta ancora complicato. Marquez non vede particolari differenze rispetto a quanto mostrato una settimana fa in Italia. Il numero 93 ha spiegato a Sky Sport MotoGP come il problema non sia tanto il giro secco, quanto la capacità di sostenere il ritmo nel corso di una lunga sequenza di giri.
“Come al Mugello, non meglio e non peggio. Abbiamo fatto un venerdì simile. Se guardi il passo faccio due giri forte ma tre piano perché mi devo gestire bene. Domani vedo di fare un passo sul mio stile di guida perché la moto sta funzionando molto bene. Abbiamo esperienza con la moto, ho sofferto un po’ di più in quel punto ma lo sappiamo. Oggi non abbiamo fatto il passo giusto con la soft, con la media andava bene”.
La notizia migliore per Ducati riguarda proprio l’aspetto che aveva portato Marquez in sala operatoria. Il nervo radiale non sembra più rappresentare un problema e il pilota spagnolo lo conferma senza esitazioni. “Ora sono in un momento in cui ho praticamente zero fastidio al nervo ma ho meno forza”.
La differenza è sostanziale. L’intervento ha raggiunto il proprio obiettivo principale, ma adesso resta da ricostruire tutta la muscolatura che per mesi ha lavorato in condizioni non ottimali. “Ho saltato palestra e i numeri sono più bassi rispetto a quelli che avevo prima”. Un dettaglio che aiuta a capire perché Marquez continui a perdere competitività nella seconda parte degli stint, soprattutto sui circuiti più fisici.
Balaton Park è considerata una pista meno impegnativa del Mugello, ma non per questo semplice da affrontare per chi è ancora in fase di recupero. Lo spagnolo ha spiegato come alcune frenate e soprattutto i curvoni veloci continuino a metterlo sotto pressione. “Pista a sinistra? Ero imbattibile a sinistra, quest’anno sto facendo più fatica. L’anno scorso mi divertivo molto, era molto facile”. Meno faticosa del Mugello ma la staccata della 1, della 5, le due curve veloci della 7 e della 8… ogni volta che vado lì mi sembra di scalare una montagna”.

