Iker Lecuona chiude al comando le FP2 del mondiale Superbike ad Aragon nonostante una caduta nel finale. Lo spagnolo della Ducati analizza l’errore e racconta le difficilissime condizioni della pista.
Iker Lecuona è stato uno dei grandi protagonisti del venerdì del WorldSBK ad Aragon. Velocissimo al mattino, imprendibile nel pomeriggio e capace di chiudere in testa alle FP2 nonostante una caduta a pochi minuti dalla bandiera a scacchi.

Una giornata dai due volti per il pilota Aruba Ducati, che ha confermato di avere il ritmo per giocarsi le posizioni di vertice nel weekend spagnolo ma che, allo stesso tempo, ha pagato a caro prezzo un piccolo errore in una delle sessioni più complicate dell’anno dal punto di vista delle condizioni ambientali.
Lecuona sfida Bulega e si prende il venerdì
Già nelle FP1 lo spagnolo aveva mostrato un ottimo livello di competitività. Con il tempo di 1’48″938, Lecuona aveva chiuso secondo alle spalle del compagno di squadra Nicolò Bulega, separato da appena 22 millesimi su un tracciato lungo oltre cinque chilometri.

Nel pomeriggio le temperature sono salite ulteriormente. I 35 gradi dell’aria e i 53 gradi dell’asfalto hanno trasformato il MotorLand Aragon in una vera prova di sopravvivenza per piloti e moto. In queste condizioni estreme Lecuona è riuscito comunque a conquistare il miglior tempo in 1’49″578, precedendo Sam Lowes di appena 10 millesimi e Bulega di 81. Un risultato ancora più significativo se si considera che quasi nessuno è riuscito a migliorare il proprio riferimento del mattino a causa del caldo soffocante.
La caduta nel finale
Il momento più delicato della giornata è arrivato a tre minuti dalla conclusione delle FP2. Lecuona era appena reduce dal suo miglior giro della sessione e stava cercando di abbassare ulteriormente il proprio riferimento. Nel primo settore aveva addirittura fatto registrare il miglior parziale assoluto del turno. Poi l’errore alla curva 8. Lo spagnolo ha perso l’anteriore della sua Panigale V4R mentre cercava di migliorarsi ancora, finendo nella ghiaia ad alta velocità. Fortunatamente senza conseguenze fisiche.
“Sto bene, fortunatamente, anche se sono arrivato molto velocemente nella ghiaia. Per fortuna non ho problemi, solo la moto. Sono tranquillo anche dopo quella caduta, perché quel run con quella gomma sarebbe stato fantastico. Mi sento fiducioso, a mio agio e molto veloce”, ha spiegato.
“È stata completamente colpa mia”
Lecuona non ha cercato alibi e si è assunto immediatamente tutte le responsabilità dell’incidente. Secondo il pilota Ducati, il problema è nato da una frenata leggermente ritardata in condizioni particolarmente insidiose.
“Sono caduto per un errore. È colpa mia al 100%. Non ho ancora controllato i dati ma anche senza guardarli so perfettamente perché sono caduto. Ho frenato un po’ più tardi in condizioni molto calde e complicate. Probabilmente avrei potuto andare lungo e perdere il giro, ma stavo pensando soprattutto a mantenere il ritmo”.
Poi la ricostruzione dettagliata dell’episodio.
“Ero andato molto forte nel primo settore e volevo mantenere quel livello anche nel secondo. Ho perso leggermente il riferimento in frenata e ho forzato un po’ troppo l’anteriore per restare sulla traiettoria. Ho perso il davanti molto velocemente e non sono riuscito a salvarla”.
Oltre alla caduta, uno dei temi principali del venerdì è stato il caldo. Nel corso delle FP2 la temperatura dell’asfalto ha toccato punte di 54 gradi, mentre quella dell’aria ha superato i 36 gradi. Condizioni che hanno messo a dura prova piloti, gomme e moto. Lecuona è stato uno dei più espliciti nel descrivere la situazione. “Siamo andati quasi un secondo più lenti rispetto al mattino. Già dal primo giro delle FP2, appena arrivavo sul rettilineo opposto, tutta l’aria calda del motore finiva sul collo. Era molto difficile guidare”.
“Mentalmente era complicato restare concentrati e fisicamente era estremamente impegnativo. Il rettilineo è la parte peggiore del circuito. In curva c’è più fresco. Con queste temperature la moto era al limite. Ho perso l’anteriore tante volte durante i giri”.

