Misano riapre il CIV: si riparte dal campione, ma il 2026 promette battaglia vera
Da dove ripartiamo? Dal nome che ha chiuso davanti a tutti il 2025, naturalmente. Dopo quasi sei mesi dal suo primo titolo italiano nella Superbike, il CIV 2026 riaccende i motori a Misano e lo fa riportando al centro Alessandro Delbianco, campione in carica e uomo da battere della classe regina. Ma guai a pensare a un campionato già indirizzato. La sensazione, guardando la griglia del primo round, è esattamente opposta: quasi 40 piloti al via, tante case rappresentate e un livello medio che promette uno dei CIV più ricchi e combattuti degli ultimi anni.

Misano, in questo senso, è il posto giusto per riaprire tutto. Perché mette subito sul tavolo i grandi nomi, i cambi di squadra più rumorosi, i ritorni più attesi e anche quelle scommesse che potrebbero sporcare presto i piani dei favoriti. Il 2026 parte con un campione da confermare, ma anche con tanti motivi per pensare che la lotta sarà più dura di quanto dica la memoria del 2025.
Delbianco riparte da campione, ma senza cambiare identità
Il primo riferimento resta Alessandro Delbianco, che torna in pista con DMR Yamaha dopo la stagione che gli ha regalato il suo primo tricolore Superbike. La scelta più simbolica è anche una delle più semplici: nonostante il titolo conquistato, DB ha deciso di non passare al numero 1, restando fedele al suo 52. Una scelta che racconta bene il personaggio e il suo approccio: il campionato vinto è un traguardo pesante, ma non deve cambiare il modo in cui si riparte.
Delbianco arriva a Misano con una doppia dimensione addosso. Da una parte il ruolo del campione in carica, dall’altra un 2026 che lo vedrà impegnato anche nel Mondiale Endurance. E proprio dall’Endurance arriva il suo ultimo passaggio in pista: la 24 Ore di Le Mans, finita però prestissimo, dopo appena quattro ore, a causa di un incendio che ha messo fuori gioco la sua Yamaha R1.

Rinaldi è il nome che accende di più l’attesa
Se c’è però un uomo capace di spostare subito il baricentro mediatico del weekend, quello è Michael Ruben Rinaldi. Il suo arrivo nel CIV Superbike 2026 con la BMAX Ducati aggiunge immediatamente un nome pesante alla lotta per il vertice, anche perché parliamo di un pilota che arriva dal Mondiale Superbike e che nei test di Misano si è già fatto vedere velocissimo.
È questo il dato più interessante. Rinaldi non arriva come nome da copertina e basta. Arriva con la velocità già mostrata, con la voglia di rimettersi al centro e con una moto che può permettergli di stare davanti da subito.
Pirro apre una nuova fase: stavolta corre davvero a casa sua
Tra i grandi protagonisti attesi a Misano c’è inevitabilmente anche Michele Pirro, che si presenta al via del 2026 con il Garage 51 by DTO. Per lui questo non è un inizio come gli altri, perché porta dentro un doppio peso: quello di un pilota che deve reagire a un 2025 difficile, in cui non è mai riuscito davvero a mettere sotto pressione Delbianco, e quello di un uomo che ha deciso di aprire una nuova fase della propria carriera.

La separazione invernale dal Barni Racing Team, con cui aveva corso quasi tutta la sua storia nel CIV, è stata clamorosa. E proprio per questo la sua presenza con una struttura tutta sua aggiunge un ulteriore livello di interesse al campionato. Pirro non riparte solo per vincere delle gare. Riparte anche per dimostrare che la scelta di staccarsi dal team con cui aveva costruito gran parte della sua leggenda non è stata una fuga, ma una rifondazione.
Arriva Stirpe con Barni, Spinelli confermato: cambia tanto anche dietro Pirro
Il terremoto di mercato attorno a Pirro ha avuto un’altra conseguenza pesantissima: la conferma in griglia di Davide Stirpe, che dopo la rottura clamorosa proprio con Garage 51 ha trovato posto nel Barni Spark Racing Team. Stirpe prende di fatto il posto del campionissimo nella struttura lasciata libera da Pirro.

Accanto a lui ci sarà Nicholas Spinelli, altro nome di spessore in una squadra che si presenta con una coppia molto credibile e con ambizioni vere. Questa dinamica interna al mercato è una delle chiavi più forti del 2026: non si è mosso solo un pilota, si sono spostati equilibri, pesi e rivalità. E Misano sarà il primo posto in cui capire quanto questi nuovi assetti siano già pronti a incidere.
Dalla Supersport salgono Ottaviani e Pusceddu
Il primo round di Misano porta con sé anche la curiosità per chi sale di categoria e si affaccia alla Superbike con la voglia di misurarsi subito con i big. I due nomi da seguire sono Ottaviani, al via con Extreme Racing Service, e Pusceddu, che correrà con Axon Seven.
Per entrambi il salto è importante, perché il livello della classe regina è altissimo e il 2026 non sembra certo l’anno più morbido per debuttare contro una concorrenza così ampia e così pesante. Proprio per questo sarà interessante capire non solo il loro passo sul giro, ma anche come riusciranno a gestire il weekend dentro una categoria che non perdona quasi nulla.
Bernardi torna con Aprilia, Vitali guida il progetto di casa
Tra i ritorni da tenere d’occhio c’è poi quello di Luca Bernardi, che si rimette in gioco su Aprilia dopo l’esperienza in MotoE nel 2025. È un rientro che aggiunge varietà e qualità a una griglia già molto ricca, e che riporta in scena un pilota con velocità e profilo adatti per provare a ritagliarsi spazio nella parte alta del campionato.
Sempre su una moto di Noale ci sarà anche Luca Vitali, al via con il proprio Vitali Racing by TCF75. Un progetto che merita attenzione anche perché rappresenta una presenza strutturata e identitaria dentro un CIV che, quest’anno, riesce a mettere insieme davvero quasi tutte le case di riferimento del panorama nazionale.
Saltarelli assente, c’è anche Giannini con Honda
Nel weekend di Misano mancherà invece Simone Saltarelli, numero 73, fermato da un infortunio rimediato a Le Mans. Un’assenza che toglie un nome importante alla griglia e che pesa soprattutto per chi sperava di vederlo subito dentro al confronto diretto del primo round.
Da segnalare anche la presenza di Gabriele Giannini, al via con la Honda Scuderia Improve Firenze Motor. È un nome che contribuisce a completare il quadro di una griglia molto varia e che conferma come il CIV 2026 parta con una rappresentanza tecnica davvero ampia, senza appoggiarsi soltanto a uno o due marchi dominanti.

