Jorge Martin è arrivato in Qatar con l’obiettivo di ritardare la festa di Marc Marquez per il titolo, e, nonostante il dolore al polso, è riuscito ad accedere direttamente al Q2 al venerdì.

Una settimana fa Jorge Martin diceva basta in Malesia per il troppo dolore al polso destro, 7 giorni dopo la frattura al radio rimediata nella sfortunata Sprint di Phillip Island. Oggi invece, altri 7 giorni dopo, si trova in Qatar a festeggiare uno straordinario passaggio in Q2 diretta, nonostante una condizione fisica ancora a dir poco precaria.

Lo spagnolo del team Aprilia Racing infatti si è recato a Losail nel tentativo di provare a rimandare, quantomeno a Portimao, la festa del decimo titolo mondiale di Marc Marquez, consapevole però delle proprie difficoltà e non sicuro di essere in grado di poter concludere il weekend in pista. Ma nella giornata di venerdì Martinator ha messo in mostra una prova epica, chiudendo in P7 nelle Practice e riuscendo a inanellare un buon numero di giri in fila.

Le parole di Martin dopo il venerdì

Queste le parole dell’89 a Sky Sport MotoGP: “Sto bene, ma sono un po’ stanco. Sono contento e orgoglioso del lavoro che ho fatto. Non sono passati tanti giorni, ma mi sono trovato molto meglio, il feeling con la mano è molto meglio. La fiducia e la forza nella mano non sono tante, ma giro dopo giro sento di migliorare. Dal mattino alla sera ho fatto un grande passo avanti riguardo alla forza della mano, ma quando spingo con la mano ho molto dolore.”

“Per me il GP di domenica sarà molto imprevedibile, è difficile saperlo. Sicuramente la Sprint di domani riesco a farla. Domenica non lo so neanche io, magari al giro 15 la mano dice basta. Io mi sento bene, il problema principale è che non ho la forza che vorrei nelle staccate. Dopo un po’ inizia a stancarsi la mano, perdo forza, non riesco a fermarmi e iniziano i problemi. Il passo avanti che ho fatto dalla mattina alla sera è stato molto grande sulla forza e, se continuo a fare questi progressi anche domani, penso che riuscirò a farlo (il Gran Premio, ndr).”

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