Massimo Rivola rivela i retroscena sulle gomme distrutte nella Sprint. L’Aprilia di Martin danneggiata e la dura denuncia di Noale per cambiare le regole.

Sotto i riflettori di Motegi è scoppiato caso legato all’integrità strutturale degli pneumatici, un’emergenza che ha spinto i vertici di Aprilia Racing a un duro intervento sulle moto per tutelare i piloti. Il CEO della casa di Noale, Massimo Rivola, ha rivelato la propria opinione sul comportamento della gomma media durante la Sprint Race: “Dovevano vietarla”

L’allarme è scattato quando le mescole soft e medie hanno iniziato a cedere durante il corso della gara Sprint. Il leader del campionato Jorge Martin è stato uno dei piloti più colpiti dall’aggressivo fenomeno del blistering sulla gomma posteriore morbida. Il deterioramento della carcassa è stato talmente violento che i detriti di gomma, staccatisi in piena velocità, hanno colpito e danneggiato l’ala posteriore della sua RS-GP. Una situazione assolutamente al limite che non ha a che fare solo con Aprilia, ma anche con tanti altri piloti di altre case.

La gomma di Pecco Bagnaia dopo la gara Sprint

Rivola ha svelato come i tecnici, procedendo al taglio delle gomme apparentemente non danneggiate in superficie, abbiano scoperto la massiccia formazione di bolle interne. Un cedimento strutturale latente e pericolosissimo che ha interessato anche la mescola media, l’opzione che era stata scelta per la Sprint da Marco Bezzecchi e da Jack Miller in sella alla Yamaha, con il pilota australiano che aveva peraltro già segnalato la comparsa di numerose bolle visibili.

La battaglia politica

Secondo Rivola, il rischio di cedimenti improvvisi ad altissima velocità era un fattore impossibile da ignorare. Ai microfoni di Sky Sport, il manager italiano ha spiegato in maniera cristallina come l’esplosione di una bolla interna durante la corsa fosse solo una questione di tempo. La convinzione di Aprilia era talmente importante da ritenere necessario il divieto assoluto di utilizzo anche per la stessa mescola media.

Anziché trovare un accordo immediato e unanime tra le case costruttrici per richiedere una tutela dei piloti, Rivola ha evidenziato come Aprilia si sia trovata a dover agire come un singolo team. Una battaglia politica portata avanti quasi in solitaria per sollecitare i vertici del campionato ad applicare le necessarie modifiche di sicurezza.

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