La Sprint del Gran Premio del Giappone a Motegi si è rivelata un incubo per Alex Marquez, Pedro Acosta e Fabio Di Giannantonio, costretti al ritiro per l’incidente occorso, in approccio alla staccata di curva 3, durante il primo giro. Nei minuti successivi alla fine della gara lo Steward Panel ha deciso di comminare un doppio long lap penalty allo spagnolo del team Gresini per aver creato una “situazione pericolosa per più piloti e/o provocano una caduta”.

Le condizioni fisiche dei piloti coinvolti nell’impatto sono drasticamente differenti. Alex Marquez e Pedro Acosta sono riusciti a rialzarsi autonomamente, mentre Fabio Di Giannantonio ha preferito dirigersi verso il centro medico dopo essere caduto pesantemente sulla spalla destra. Fortunatamente, i controlli a cui si è sottoposto il pilota romano non hanno evidenziato la presenza di fratture, anche se è apparso visibilmente acciaccato.

Il #73 ha espresso grande rammarico per la carambola causata nei primi metri nell’intervista rilasciata subito dopo ai microfoni di Sky Sport: “Una brutta giornata, una giornata in cui vorresti voltare pagina ma anche imparare da essa. Ho commesso un errore alla curva 3, cercando di sorpassare al primo giro. Purtroppo sono caduto e ho coinvolto altri due piloti, ed è proprio questo che mi dispiace di più. Sono le corse, ma fa male quando succede una cosa del genere. Bisogna andare avanti, imparare da questa esperienza: domani mi aspetta una doppio long lap penalty, con tutte le conseguenze del caso, perché me lo sono meritato. Domani cercheremo di dare il massimo e sarà un’altra giornata”.

Alex Marquez in pista a Motegi - ph. Gresini Racing
Alex Marquez in pista a Motegi – ph. Gresini Racing

Pedro Acosta, forse il più danneggiato da questa mossa effettuata dal connazionale partendo dalla prima fila, ha commentato in maniera consapevole e ironica l’episodio: “In sei anni non ho mai mandato fuori pista nessuno. Credo di valutare bene le distanze. Sono aggressivo, ma valuto molto bene le distanze. L’arte del sorpasso sta proprio nel sorpassare; non nel mandare fuori pista qualcuno per passare davanti”.

L’ultima parola in questo dibattito a furor di telecamere spetta a Fabio Di Giannantonio. L’alfiere della VR46 ha adottato, sempre incalzato dai microfoni di Sky, la linea della mediazione: “Devo solo parlare di ciò che posso controllare, e sono partito bene, sono arrivato bene alla prima curva. Per il resto, c’è la Direzione di Gara, che ha il compito di giudicare ciò che tutti abbiamo visto”.

Finire la corsa nella ghiaia dopo poche curve e rimediare anche una sanzione rappresenta la combinazione più amara che un pilota possa digerire. Eppure, bisogna ammettere scientemente che simili provvedimenti restano necessari per arginare la recidiva di determinati episodi. Il rammarico di Acosta assume proporzioni persino maggiori, soprattutto considerando la terza posizione registrata in una brillante qualifica. Ora per tutti e tre i protagonisti la priorità assoluta è voltare pagina, smaltire la delusione e ricalibrare gli obiettivi per portare a termine un fine settimana dalle pieghe assolutamente imprevedibili.

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