Test MotoGP 2027 al Red Bull Ring: le nuove 850cc gommate Pirelli piacciono a Diogo Moreira e Fermin Aldeguer. Bezzecchi e Marquez lontani dalla vetta, brutte notizie per Yamaha

l tracciato di Spielberg ha ospitato una giornata di test dedicata allo sviluppo dei prototipi da 850cc in vista del nuovo regolamento 2027. Una sessione cruciale, riservata ai collaudatori, ai piloti già confermati per il prossimo anno e all’eccezione di Pedro Acosta a cui KTM ha concesso un assaggio premio dopo il trionfo domenicale.
Le indiscrezioni cronometriche di cui GPOne ha informato confermano l’allarme lanciato recentemente da Pol Espargaró: chi ha esperienza recente con le carcasse italiane possiede un vantaggio clamoroso. A fare il miglior tempo è stato infatti Diogo Moreira, capace di piazzare la sua Honda in cima alla classifica ufficiosa con un clamoroso 1’28.4. Anche grazie alla freschezza e all’istinto di un pilota abituato a spingere sulle Pirelli nelle categorie inferiori, non ancora viziato dagli automatismi richiesti dalle attuali Michelin. Fermin Aldeguer secondo in sella alla Ducati con un distacco di appena tre decimi e terzo Acosta su KTM, distante mezzo secondo dalla vetta.

Oltre al ribaltone nelle posizioni di testa, il dato più impressionante emerso dai test riguarda la prestazione pura. Il tempo fatto segnare da Moreira certifica che i futuri prototipi non subiranno un drastico tracollo prestazionale. Girare in 1’28.4 significa scendere di oltre un secondo sotto il giro veloce in gara registrato da Acosta la domenica (1’29.5) e fermarsi a un solo mezzo secondo dalla pole position di Jorge Martin con le attuali 1000cc (1’27.9).
Il lavoro oscuro dei big e la crisi Yamaha
Lontano dai riflettori del time attack, i big della top class come Marco Bezzecchi, che ha chiuso con un quarto tempo, raccogliendo dati fondamentali per lo sviluppo del telaio Aprilia, precedendo la Honda di Johann Zarco e la Ducati di Franco Morbidelli. Lavoro di pura amministrazione per Marc Marquez, settimo in 1’29.5.
A chiudere la classifica ufficiosa è invece un buio profondo in casa Yamaha. I prototipi giapponesi, affidati a Jack Miller ed a Toprak Razgatlioglu, hanno incassato oltre due secondi di ritardo dalla vetta. Un gap preoccupante che certifica le enormi difficoltà degli ingegneri giapponesi nel trovare un bilanciamento adeguato, accendendo un campanello d’allarme pesante in vista del primo vero test collettivo di Valencia.

