“Credo che a livello sportivo questo sia uno dei punti più bassi della mia carriera. Perché arrivo alle gare e faccio il massimo, ma il massimo mi permette di fare non più del 10° o 12° posto“.

Il weekend al Motorland di Aragon per Bagnaia è stato l’ennesimo brutto episodio di una serie in atto da quasi due anni. Il feeling con la Ducati è agli sgoccioli, e il numero 63, ormai, attende solo il momento di andare in Aprilia, dove passerà i prossimi quattro anni. Al termine della gara, finita per lui al 5° giro dopo l’ennesima caduta, Pecco ha rilasciato, ai microfoni di Sky Sport, un’intervista lapidaria. A domanda riguardante il suo approccio alle corse, e se questo fosse cambiato in un momento così complicato della sua carriera, ha risposto così: “Continuare a lavorare? Sì, ma non è facile per niente. Soprattutto perché sei qui che dai il massimo e fai tutto il possibile, ma le cose che facevi pochi anni fa ora sembrano impossibili. Quindi è molto difficile“.
Dopo essersi ritrovato a fare i conti ancora una volta con una caduta, era inevitabile che le attenzioni dei media e del pubblico tornassero lì. Perciò, come è solito fare, anche a questo giro il torinese è stato molto chiaro sull’accaduto. “Ero partito abbastanza bene, ho provato a seguire il gruppo davanti ma non ne avevo minimamente; non avevo grip. Dopo 5 giri ero già passato in mappa B di potenza per essere un po’ più gentile con le gomme, ma nonostante questo ero fermo. Quando davo gas rimanevo fermo. Quando sono entrato alla curva nove (Quella della caduta) era già un paio di giri che faceva così. Io provavo solo a tenere il ritmo. Avevo tanto floating, e quindi nel momento in cui l’ho messa a sinistra mi è partita dietro e poi, quando mi è tornata, si è chiusa davanti“.

Incalzato da Mattia Pasini, ex pilota di Moto2 e talent di Sky Sport, sul momento difficile che sta passando, Pecco è stato diretto: “Credo che a livello sportivo questo sia uno dei punti più bassi della mia carriera. Perché arrivo alle gare e faccio il massimo, ma il massimo mi permette di fare non più del 10° o 12° posto. Ma riconosco anche io che non sto guidando la moto, mi faccio portare in giro. Perché quando provo a fare qualcosa in più comunque casco. Fortunatamente ci sono i dati, ma anche la mia consapevolezza e quella è la cosa che mi rallegra. Perché tutte le cose che non riesco a fare le facevo tranquillamente qualche anno fa. Quindi so che non sono cose che ho perso, ma ora non riesco più a farle”
L’intervista si è chiusa nella prospettiva di una Misano ormai prossima. La domanda di Vera Spadini, giornalista di Sky Sport, è andata a vertere proprio su quale possa essere il modo per affrontare un weekend importante come quello di casa in condizioni tecniche così proibitive. “Guarda, sono un inguaribile ottimista, quindi parto da casa con l’idea di un feeling e di una moto che mi viene dietro e provo a fare il massimo. A volte succede, a volte no. Soprattutto nelle ultime due gare è peggiorato qualcosa, perché proprio non riesco ad andare. Ora arriviamo a Misano che è una pista che conosco bene e sarà tostissima perché se la situazione è questa diventa ancora più difficile“.

