Fabio Di Giannantonio ha conquistato il secondo posto nelle PreQualifiche di Balaton Park, ma il risultato racconta solo una parte della storia. Il pilota del Pertamina VR46 Racing Team ha infatti vissuto uno dei venerdì più particolari della stagione, dedicando gran parte della giornata a provare soluzioni tecniche differenti nel tentativo di ridurre il gap dalle Aprilia, protagoniste assolute di questo campionato. Alla fine il cronometro ha premiato Diggia con un posto nella top-10 e l’accesso diretto alla Q2, ma le sensazioni raccolte nel box Ducati sono state più complesse di quanto dica la classifica.

Di Giannantonio ha spiegato a Sky Sport MotoGP come il lavoro svolto a Balaton Park sia stato molto diverso da quello di un normale venerdì di Gran Premio. “Siamo stati impegnati a migliorare la moto, abbiamo fatto tante prove. Tolti i test, non avevamo mai fatto una giornata così. Stiamo cercando di migliorare qualcosa in più per avvicinarci alle Aprilia”.
Un lavoro importante che però, almeno per ora, non ha prodotto i risultati sperati. “Purtroppo oggi tutto quello che abbiamo provato era peggio. All’ultimo minuto ci abbiamo creduto e ho fatto il giro, ma ci stiamo lavorando”.
Ducati ancora a caccia delle risposte giuste
Nonostante il secondo posto finale, il pilota romano è consapevole che il riferimento del venerdì sia stato Pedro Acosta. Il distacco dalla KTM dello spagnolo supera infatti i quattro decimi. “Continuiamo a lavorare. Il distacco con Acosta è grande, ai box vediamo di lavorare”.
Diggia ha poi spiegato che alcuni dei test effettuati in Ungheria nascono da valutazioni già affrontate durante il precedente weekend del Mugello. “Ci sono tante cose che influenzano questo. Pecco al Mugello ha provato un setup diverso ma a me non è piaciuto. Sono cose che bisogna provare perché se sono positive poi te le porti dietro nelle altre gare”.
Il romano aveva iniziato la giornata con il proprio assetto abituale, salvo poi sperimentare soluzioni molto differenti. “Stamattina siamo partiti con la mia moto. Quando ho provato questa cosa molto diversa non mi piaceva proprio. Dopo quattro o cinque giri abbiamo capito che non mi piaceva, ma nel pomeriggio abbiamo sistemato”.
Infine un giudizio sul nuovo circuito ungherese, spesso discusso nelle ultime settimane. Per Di Giannantonio la varietà del calendario rappresenta un valore aggiunto. “Secondo me nel calendario dovremmo avere piste più veloci come il Mugello e più lente come questa. C’è qualcosa da migliorare in termini di sicurezza, ma è bello avere piste più lente”.

