Le Mans ha lasciato ferite pesanti dentro Ducati. Due gare domenicali consecutive chiuse con un doppio zero non erano più uno scenario abituale a Borgo Panigale, ma tra Jerez e Francia il team ufficiale ha improvvisamente perso terreno nel momento più delicato della stagione.
Eppure, nel pieno di uno dei weekend più complicati degli ultimi anni recenti, Gigi Dall’Igna prova a guardare oltre il risultato finale. Per il direttore generale di Ducati Corse, infatti, il GP di Francia non deve essere letto soltanto attraverso le cadute di Francesco Bagnaia e Marc Marquez, ma anche attraverso i segnali molto forti emersi durante tutto il weekend.

Nel consueto debrief pubblicato sul proprio profilo LinkedIn, Dall’Igna ha definito il weekend francese un vero e proprio “weekend maledetto”. “Un’altra giornata difficile in un weekend in cui i nostri avversari si sono dimostrati più forti che mai.”
“La doppietta Ducati nelle qualifiche e il feedback positivo dei nostri piloti facevano certamente presagire un esito ben diverso. I primi segnali di questo weekend maledetto sono apparsi durante la Sprint Race con la spaventosa caduta di Marc. La scivolata di Pecco nella gara principale ci ha di fatto esclusi, chiudendo una domenica profondamente deludente a zero punti.”
Ducati però vede ancora basi solide
Nonostante il disastro finale, Dall’Igna non vuole trasformare Le Mans in un processo tecnico alla Ducati. Secondo il direttore generale, infatti, il potenziale mostrato nel weekend resta molto incoraggiante. “Al di là della sfortuna, le basi rimangono solide.”

La parola chiave utilizzata dal manager veneto è “consapevolezza”. “Dobbiamo indubbiamente migliorare, ma dobbiamo anche riconoscere gli aspetti positivi all’interno della prestazione collettiva.”
“Non avremmo potuto chiedere di più a Pecco. Ha dato tutto quello che aveva.” Per Dall’Igna, il vero segnale è stato soprattutto il ritorno del feeling tra Bagnaia e la GP26. “Ha mantenuto un grande ritmo per tutto il weekend.”
E soprattutto, Ducati ha rivisto il Bagnaia dominante degli anni migliori. “Ha corso da protagonista, dimostrando un ottimo feeling con la moto e mettendo in mostra la tenacia e la classe dei suoi giorni migliori. A tratti è sembrato persino in grado di prendere il comando.”
Dall’Igna ha poi parlato anche di Marc Marquez, sottolineando quanto fosse straordinario il livello mostrato dal pilota spagnolo nonostante una situazione fisica evidentemente molto complicata.
“La notizia dell’intervento chirurgico alla spalla di Marc mette ulteriormente in risalto il suo travolgente talento. Rende ancora più straordinario il suo incredibile nuovo record su pista. Semplicemente eccezionale.”
Diggia ormai riferimento Ducati
Nel caos del team ufficiale, il pilota Ducati più continuo continua a essere Fabio Di Giannantonio. Il quarto posto conquistato a Le Mans ha permesso al romano di consolidare il terzo posto mondiale e di confermarsi ancora una volta come la Ducati più concreta del momento. “Ancora una volta è stato il pilota Ducati meglio piazzato.”
Dall’Igna ha elogiato soprattutto la maturità mostrata dal pilota VR46. “Il suo quarto posto, conquistato dopo una brillante rimonta, è l’ennesima prova della sua maturità e della sua costanza. Quando tutto sembra andare contro, è facile perdere di vista gli aspetti positivi.”

