Ducati è tornata a vincere, ma Jerez non può lasciare davvero tranquilli
Il GP di Spagna ha restituito a Ducati qualcosa che mancava da troppo tempo: la vittoria in gara lunga. Ma il modo in cui è arrivata, e soprattutto i nomi che l’hanno firmata, raccontano un weekend molto più complesso di quanto dica il solo risultato finale. Perché a Jerez la casa di Borgo Panigale ha rimesso una Desmosedici sul gradino più alto del podio grazie a Alex Marquez, ha riportato in alto anche Fabio Di Giannantonio, ma ha dovuto incassare contemporaneamente un colpo pesantissimo dal proprio team ufficiale, uscito dalla domenica con un doppio zero che pesa tanto.

È proprio da qui che parte l’analisi di Gigi Dall’Igna, ingegnere e direttore generale di Ducati Corse, ed è una lettura molto chiara: qualcosa di buono si è finalmente visto, ma il problema non è affatto risolto. Perché se le squadre satellite hanno difeso il nome Ducati nel modo migliore possibile, l’assenza di risultati da parte di Marc Marquez e Pecco Bagnaia resta il vero punto dolente del weekend. E di questo inizio di stagione.
Alex vince, Diggia convince: sono loro a salvare davvero il bilancio di Jerez
Nel ragionamento di Dall’Igna il primo merito va a chi, in pista, ha evitato che il weekend si trasformasse in un mezzo disastro pieno. “Torniamo sul gradino più alto del podio per la prima volta quest’anno grazie a uno straordinario Alex Marquez: conquista il primo posto in una classifica in cui un eccellente Di Giannantonio ha chiuso terzo”, ha sottolineato.
Ed è difficile dargli torto. Perché Alex Marquez a Jerez è stato il pilota più completo del fine settimana, quello che ha saputo dare continuità a un weekend costruito bene fin dal venerdì e chiuso con una vittoria pesantissima sulla pista dove aveva già firmato il suo primo successo in top class. Allo stesso modo, Di Giannantonio ha confermato ancora una volta di essere il ducatista più costante di questo avvio di stagione, mettendo insieme solidità, aggressività e una presenza sempre più credibile nella parte alta del campionato.

Il weekend sembrava aver preso una direzione incoraggiante già dal sabato. La pole di Marc Marquez, la vittoria nella Sprint e il podio tutto Ducati in una gara condizionata da condizioni meteo imprevedibili avevano lasciato intendere che qualcosa si stesse rimettendo in moto.
“Avevamo già dato segnali importanti di recupero in qualifica e nella Sprint con la doppietta delle moto ufficiali. Con un podio interamente Ducati, in una gara molto condizionata da condizioni meteo imprevedibili”, ha ricordato Dall’Igna.
Il doppio zero del team Lenovo è la vera ferita del weekend
La frase più pesante del suo intervento è probabilmente quella in cui ammette la delusione per la corsa del team ufficiale. “Resta una grande amarezza per il GP dei nostri piloti: registriamo un doppio zero. Due ritiri che sono stati davvero molto duri per noi”.
Marc Marquez era scattato bene, aveva acceso subito la gara con una partenza aggressiva, poi però è finito a terra quasi subito. Bagnaia, invece, si è ritirato per il problema tecnico all’anteriore che ha chiuso nel peggiore dei modi una domenica comunque già complicata.
Dall’Igna lo dice chiaramente: “Avrebbe potuto e dovuto essere una domenica diversa per il nostro team ufficiale, ma si è rivelata doppiamente deludente. In primo luogo, perché c’erano le condizioni per fare bene, e in secondo luogo per il modo in cui siamo usciti di scena da una gara da dimenticare”.
Gresini e VR46 hanno fatto ciò che il team ufficiale non è riuscito a fare
“Gli altri team della famiglia, Gresini e VR46, hanno fatto un passo avanti per difendere il nome Ducati; faccio loro i complimenti e ci uniamo ai loro festeggiamenti”, ha detto.
Alex ha interrotto un inizio di stagione complicato nel modo migliore, vincendo con pieno merito. Diggia ha disputato una gara da pilota vero, costruita con aggressività e maturità dopo una partenza non perfetta.
Dall’Igna lo sottolinea con chiarezza: “Alex ha lasciato alle spalle un inizio di stagione complicato e ha vinto con merito sul circuito dove aveva ottenuto la sua prima vittoria in top class. È stato senza dubbio il più veloce per tutto il weekend. Un Diggia costante e aggressivo non ha avuto la miglior partenza, ma si è aperto rapidamente la strada. Solido, combattivo e sicuro di sé, la sua maturità emerge insieme alla sua affermazione come miglior Ducati nella classifica del campionato”.

“Da questo punto di vista il bilancio è positivo dopo le difficoltà incontrate nei primi Gran Premi, ma l’assenza di risultati dei piloti ufficiali si sente, evidentemente”.
I test di Jerez diventano allora un passaggio centrale
Non a caso, il direttore generale Ducati collega subito il problema ai test del lunedì. “La verità è che dobbiamo migliorare e continuare a lavorare senza sosta per dare ai nostri piloti quel qualcosa in più. I test del lunedì sono stati fondamentali in questo senso”, ha spiegato.
È il cuore del momento Ducati. La squadra sa di non poter più vivere di sola superiorità storica o di inerzia tecnica. Deve trovare davvero quel plus che oggi manca soprattutto ai piloti ufficiali per essere più continui e competitivi nella domenica.
Adesso il momento è delicatissimo
L’ultima parte del suo discorso guarda in avanti, ma senza alleggerire la pressione del presente. “Ora è il momento di analizzare i dati raccolti e prendere le decisioni corrette”, ha detto. Ed è esattamente questo il punto.
Perché il campionato, come ammette lui stesso, è già emozionante e tirato, anzi ha già preso quella forma combattuta che Ducati probabilmente sperava di gestire con più margine. Le sfide nuove sono già qui, e per Borgo Panigale il problema non è solo viverle, ma farlo senza sprecare altre occasioni.
Dall’Igna chiude con il tono di chi sa benissimo che il lavoro non manca: “Ci aspetta un campionato emozionante e combattuto; in effetti è già iniziato. Ci attendono nuove sfide, ed è proprio questo che ci fa amare ciò che facciamo ogni giorno”.

