Gli organizzatori del mondiale hanno deciso di applicare il pugno duro a seguito della decisione di Marc Marquez di non prendere parte alla gara di kart a Motegi e questa scelta scatena il dissenso tra i piloti.

MotoGP Sports & Entertainment non ci va giù leggera. A partire dal GP di Mandalika infatti la società organizzatrice del mondiale ha deciso di applicare sanzioni a partire dai 5000 € ai piloti che non prenderanno parte ad un numero minimo di eventi con i tifosi, come la ‘Hero Walk’ della domenica mattina, in cui i protagonisti si rendono disponibili per circa una ventina di minuti per firmare autografi e scattare foto con gli appassionati.

La goccia a far traboccare il vaso, a quanto riportato da Motorsport.com, sembra essere stata la decisione da parte di Marc Marquez di non prendere parte all’evento sui kart del GP di Motegi per concentrarsi sulla corsa: una scelta che non ha fatto piacere ai vertici di MotoGP, ma che comunque avrebbe semplicemente anticipato delle mosse che sarebbero state comunque messe in atto.

Le parole dei piloti

Delle mosse che però non fanno felici sicuramente i piloti. Molti di questi infatti si sono detti scontenti di queste misure, come in delle dichiarazioni rilasciate sempre a Motorsport.com. Il primo a parlare è Pedro Acosta, futuro pilota del team Ducati Lenovo: “Non sono d’accordo su questo argomento. In una situazione del genere, il campionato non sa come sta il pilota. Ad esempio, sono d’accordo sul fatto che Marc Márquez non sia andato alla gara di kart, perché in gioco c’è qualcosa di molto più importante.”

“Capisco che a volte si arrivi a un evento e si parta subito, capisco che si possano arrabbiare. Ma se qualcuno è caduto e deve scegliere tra riprendersi o firmare autografi, sceglierà di riprendersi. Capisco che dobbiamo fare di più, perché in generale stiamo tutti un po’ al limite, ma bisogna capire la situazione di ciascuno. Bisogna trovare una via di mezzo. Per il fatto di non partecipare a un evento non possono toglierti punti in classifica generale o posizioni in griglia, è una sciocchezza.”

A parlare dopo quindi è proprio Marc Marquez: “Noi piloti siamo i primi a volere che questo sport cresca. Ma, dal mio punto di vista, ci sono altri modi in cui il campionato può farlo senza forzare così tanto e senza esigere così tanto dai piloti. Siamo già molto sollecitati fisicamente, e non è solo ogni fine settimana. Si tratta di momenti specifici, non in tutti i Gran Premi. Qui, ad esempio, finisci il warm up, fa molto caldo, esci da una riunione veloce e devi andare alla parata, che dura 20′ sotto il sole. La nostra volontà è quella di far crescere questo sport, ma entro certi limiti. Ovviamente, però, non siamo noi a decidere e ci adattiamo.”

Chi non si espone invece è Fabio Quartararo, che però lascia chiaramente intendere la sua posizione: “Non intendo esprimermi su questo argomento, non voglio avere problemi. Se tu fossi un pilota, saresti a favore o contro?“ Insomma quello che emerge è un malcontento generale da parte dei maggiori esponenti del paddock, che si va anche ad aggiungere alle polemiche per il nuovo format del weekend che entrerà in vigore nel 2027. Non ci resta dunque che aspettare le possibili future evoluzioni.

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