Il GP d’America non ostacola Marco Bezzecchi dal collezionare la sua quinta vittoria consecutiva, alle sue spalle Martin e Acosta.

Il Circuit of the Americas si inchina al momento d’oro di Marco Bezzecchi. Il pilota italiano ha conquistato il Gran Premio delle Americhe mettendo a segno la sua quinta vittoria consecutiva in una stagione 2026 che sta sempre più prendendo i suoi connotati. Un successo dal peso specifico enorme: non solo per le statistiche, ma perché permette al numero 72 di riprendersi con autorità la leadership del Mondiale, persa momentaneamente dopo la Sprint del sabato. Bezzecchi non ha solo vinto, ha imposto il suo ritmo, dimostrando di saper incassare il colpo e reagire immediatamente la domenica.

Alle sue spalle, a completare un podio di altissimo livello, si sono piazzati Jorge Martin e un fenomenale Pedro Acosta. La prestazione dello spagnolo merita una menzione d’onore. Dopo aver visto sfumare un podio pesantissimo nella Sprint a causa di una spietata penalità per la pressione irregolare degli pneumatici, Acosta ha risposto in pista. Nessuna polemica, ha ricostruito la sua gara con una lucidità disarmante, andandosi a prendere il trofeo che sentiva suo e dimostrando una tenuta mentale da assoluto veterano della categoria.

La furia di Marquez e la solidità di Bastianini

Non è stata una domenica lineare per Marc Marquez. Il campione spagnolo ha iniziato la gara con il piede sbagliato ed è stato costretto a scontare un long lap penalty nelle primissime fasi. Una situazione che avrebbe compromesso la gara di chiunque, ma non la sua. Finito nelle retrovie, Marquez ha innestato una marcia diversa, girando con un passo gara rabbioso che gli ha permesso di recuperare tutto il terreno fattibile. Ha messo una toppa cruciale a un Gran Premio che rischiava di trasformarsi in uno zero pesante in classifica, lanciando un segnale chiaro sulla sua competitività.

Sensazioni positive anche nel box di Enea Bastianini, che taglia il traguardo in sesta posizione. Un piazzamento che lo lascia soddisfatto, portando punti preziosi e confermando una costanza di rendimento fondamentale per restare agganciati al treno che conta.

Il crollo verticale di Bagnaia: allarme gomme

Se Bezzecchi vola, a fare rumore è il clamoroso passo falso di Pecco Bagnaia. Il piemontese è stato protagonista di un inaspettato e totale crollo prestazionale nella seconda metà di gara. Sceso fino a una deludente decima posizione, Bagnaia ha subito una serie inesorabile di sorpassi senza mai avere le armi per replicare a chi gli stava dietro. Un’emorragia di decimi che punta il dito in un’unica, preoccupante direzione: una gestione critica e un’usura fatale degli pneumatici. La sua gomma ha alzato bandiera bianca con largo anticipo, smontando il suo ritmo e trasformando la domenica di Austin in un calvario in pura difesa. Un campanello d’allarme che impone un’analisi profonda nel box per capire cosa non abbia funzionato a livello di set-up per la gara lunga.

Il dramma tecnico di Ogura

La nota amara del Gran Premio texano porta il nome di Ai Ogura. Il pilota giapponese stava disputando una corsa maiuscola, tenendo un ritmo indiavolato e in piena caccia per agganciare i piloti in lotta per il podio. Proprio sul più bello, un problema tecnico ha ammutolito la sua moto, costringendolo a un ritiro che brucia. Un blackout meccanico che lo priva di un risultato ampiamente alla sua portata e che gli avrebbe dato grande inerzia per il campionato.

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