Il Texas ci consegna una MotoGP 2026 capovolta. Bezzecchi e Martin dominano su un’Aprilia da sogno, mentre Bagnaia, Marquez lottano contro problemi tecnici e scelte contrattuali affrettate.

Aprilia

La MotoGP sbarca in Texas e, dando un’occhiata alle facce nel paddock, sembra di stare su un altro pianeta. Le prime due tappe tra Thailandia e Brasile ci hanno sbattuto in faccia un campionato 2026 totalmente sottosopra. Le vecchie certezze sono momentaneamente sciolte e in questo momento il Motomondiale è impazzito.

Mettiamo subito le cose in chiaro: oggi l’Aprilia fa un altro sport. La RS-GP è un missile terra-aria che ha permesso a Marco Bezzecchi di piazzarsi in vetta alla classifica guidando sul velluto, con una naturalezza che spaventa la concorrenza. Ma il vero capolavoro dell’assurdo si gioca nel box a fianco. Jorge Martin è salito sul podio stringendo i denti per gli infortuni e dimostra di avere un feeling magico con la moto veneta. Eppure, l’anno prossimo mollerà questa squadra per infilarsi dritto in Yamaha. Aver firmato in fretta e furia per scappare da Noale oggi potrebbe essere un rimpianto sportivo. Lasciare la moto migliore del lotto per andare a faticare nelle retrovie è un pensiero che rischia di togliergli parecchia velocità.

I campioni all’angolo: Bagnaia in apnea e il dramma di Quartararo

Se chi vince ha i rimorsi, chi rincorre sta messo pure peggio. Pecco Bagnaia sta vivendo un avvio di stagione da incubo. Costretto a rincorrere fin dalle qualifiche, il suo ciclo in rosso sembra arrivato al capolinea. La testa è già mezza proiettata al suo futuro passaggio in Aprilia, ma intanto c’è un intero campionato da sfangare su una Ducati che, al momento, sembra avergli voltato le spalle. A Borgo Panigale non sorridono troppo nemmeno guardando Marc Marquez: il nove volte iridato va forte, certo, ma il click mentale d’inizio campionato potrebbe influenzarlo.

Ma il fondo del barile, tecnicamente parlando, si gratta in casa Yamaha. Il passaggio al motore V4 doveva essere la salvezza e invece si sta rivelando la tomba sportiva di Fabio Quartararo. Il francese fa i miracoli il sabato, ma la domenica la sua moto trita le gomme e pattina a vuoto in uscita di curva. Ritrovarsi sedicesimo, sverniciato sul dritto da mezza griglia, è una mazzata che toglie la voglia di correre a chiunque. Ad Austin non servirà la bacchetta magica, ma tanta pazienza per evitare di prendere la moto e parcheggiarla definitivamente nella via di fuga.

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