Il fuoriclasse turco rompe il silenzio e punta il dito contro i limiti tecnici della moto: rettilinei infiniti e problemi di grip che frenano il miglioramento.

Dopo aver provato la moto che lo accompagnerà nella nuova avventura in MotoGP, Toprak Razgatlioglu ha già qualcosa da dire. Il pilota turco ha recentemente alzato la voce contro la sua Yamaha, lamentando una situazione tecnica che sta diventando frustrante. Nonostante le sue staccate al limite e la capacità di guidare sopra i problemi, il gap con la concorrenza sembra essersi allargato troppo. Non sono segrete le parole di chi di esperienza sulla M1 ne ha accumulata tanta: anche Fabio Quartararo non è per nulla contento dello sviluppo.
Il punto critico sollevato dal campione è la gestione della potenza in rettilineo. Secondo Toprak, la moto tende a “pattinare” eccessivamente quando si spalanca il gas, rendendo la progressione lenta e faticosa. Mentre gli avversari scaricano i cavalli a terra con efficacia e schizzano via, la sua M1 sembra perdere tempo prezioso proprio dove non serve il coraggio del pilota, ma la cattiveria del motore e la tenuta della gomma.

“Non mi è mai successo vedere la ruota slittare in rettilineo, ma mi hanno detto che qui succede sempre“ ha commentato il pilota con la solita schiettezza. La sensazione è quella di correre con un freno a mano tirato, dove ogni metro guadagnato nelle curve viene cancellato nei pochi secondi di allungo. Questo deficit non aiuta Toprak a recuperare il distacco che attualmente è molto ampio dai primi.
Oltre alla velocità pura, c’è il grattacapo delle gomme. Razgatlioglu ha ammesso di fare fatica a interpretare il comportamento degli pneumatici su questa specifica evoluzione della moto. In certe fasi della gara, la gomma sembra non comunicare correttamente con il pilota, portando a un degrado improvviso o a una mancanza di feeling che impedisce di spingere come vorrebbe dall’inizio alla fine. Passare dalle Pirelli alle Michelin non è facile come può sembrare e lui lo sta dimostrando.
Le critiche sono dirette e mirate: il team deve intervenire sull’elettronica e sull’erogazione se vuole mantenere il passo dei migliori. Toprak vuole vincere, non fare il comprimario di lusso. Ha fatto capire chiaramente che il suo impegno totale deve essere ricambiato da una moto all’altezza. Il messaggio alla casa di Iwata è arrivato forte e chiaro, ora la palla passa agli ingegneri del box.
Fonte: GPOne

