Alex Marquez chiude secondo la Sprint di Phillip Island e racconta il duello tra suo fratello Marc e Jorge Martin. Lo spagnolo analizza la caduta del pilota Aprilia, le difficoltà con le gomme e un possibile attacco per la vittoria

Alex Marquez conquista il secondo posto nella Sprint del GP d’Australia, alle spalle del fratello Marc, dopo una gara combattuta a Phillip Island. Il pilota Gresini ha raccontato ai microfoni di Sky Sport il proprio punto di vista sul duello mondiale. Una battaglia che avrebbe voluto vivere da protagonista. “Della battaglia tra Marc e Jorge sono stato spettatore lì. Io volevo essere lì, ma ho perso abbastanza tempo con Acosta”, ha spiegato. “Poi ho iniziato a girare molto veloce e sono potuto andare con loro, poi ho visto la caduta di Martin”.

La caduta del leader del Mondiale ha interrotto una delle battaglie più spettacolari della Sprint. Secondo Alex, le condizioni della curva in cui Martin è finito a terra erano particolarmente complicate. “Quella curva oggi era diversa, il vento era diverso e anche quando eri dietro qualcuno ti portava un po’ come la scia. La lotta era bellissima da vedere, peccato”, ha aggiunto lo spagnolo. “Alla fine ero un po’ al limite. Avevo la velocità per attaccare Marc? Forse sì, ma troppo rischioso”.

Alex ha poi spiegato come sia riuscito a trovare maggiore competitività rispetto alle difficoltà incontrate durante il venerdì. “Sentivo che avevo velocità. Quando ho messo la Soft nel time attack ho fatto 27.1 subito, al secondo giro. Con la media era difficile scaldare. C’era molto meno grip della Soft. Avevo qualche dubbio su come potevo gestirla fino alla fine, avevo fatto pochi giri con la Soft, ma avevo il feeling”.

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