Marc Marquez racconta il duello con Jorge Martin nella Sprint di Phillip Island, vinta davanti al rivale prima della sua caduta. Lo spagnolo spiega la strategia adottata e rivolge un pensiero alle condizioni del pilota Aprilia

Marc Marquez ha vinto la Sprint del GP d’Australia, ma il primo pensiero dopo la gara è stato per Jorge Martin. Il pilota Ducati ha parlato del duello con il rivale mondiale, conclusosi con la caduta dello spagnolo dell’Aprilia. Le dichiarazioni sono arrivate prima che Aprilia comunicasse l’esito delle radiografie, che hanno evidenziato una frattura al radio destro e una sospetta frattura dell’ulna. “Prima di tutto, il team mi ha detto che lui è al centro medico. Speriamo, per il bene del campionato, che stia bene”, ha esordito Marquez, parlando ai microfoni di Sky Sport MotoGP.
Il nove volte campione del mondo non ha nascosto quanto la classifica abbia influenzato il suo atteggiamento. “Oggi è stata una lotta per il campionato. Se non fosse stato Martin, non sarei stato così aggressivo”, ha spiegato. “Avevo capito che sarebbe arrivato. Già al terzo giro era dietro di me. Quando ha fatto un giro davanti, ho visto che era molto forte. L’ho superato molto presto perché, altrimenti, avrebbe avuto la possibilità di andare via”.

Il pilota Ducati ha descritto il confronto come particolarmente intenso, ma corretto. “Abbiamo fatto una bella gara. Mi sono sentito a mio agio nella lotta e poi ho gestito come al solito. Era una lotta bella, pulita, al limite. Eravamo entrambi al limite. Se avessimo lottato contro altri piloti, non avremmo guidato così”.
“Ci sono piste dove hai feeling e altre dove non ce l’hai. Qui sento il feeling e il limite. Per questo ho deciso di andare all’attacco. Anche se lui era più forte, abbiamo provato a lottare fino alla fine. Dove Martin era superiore? Nell’ultima curva e alla curva 1. Se non esci forte dall’ultima, poi ne risenti anche nella prima. Quella curva mi è sempre venuta bene, ma oggi con il vento è cambiato tutto. Facevo molta fatica, dobbiamo capire per domani”.
Nonostante l’intensità del confronto, Marquez ha cercato di mantenere una guida il più possibile pulita. “Cercavo di essere pulito perché, se sono aggressivo su questa pista, consumo troppo la gomma anteriore. Con il degrado degli pneumatici di Phillip Island, se rovino la gomma nei primi due giri, si forma il graining e poi non recuperi più. Guidavo pulito per averne di più alla fine”.

