Alex Marquez chiude un weekend complicato in Indonesia e indica nella carcassa posteriore rinforzata una delle principali cause delle difficoltà Ducati. Sul Mondiale, invece, vede Marc ancora pienamente in corsa: “È uscito vivo da una pista difficile. Ma Aprilia vuole il titolo e sta già parlando con tutti i suoi piloti”.

Alex Marquez lascia Mandalika con la sensazione di aver semplicemente limitato i danni. Il pilota Gresini è stato la seconda Ducati al traguardo, ma a oltre sei secondi da Marc Marquez, mentre davanti Aprilia ha monopolizzato le prime quattro posizioni. Per Alex, il weekend indonesiano è stato soprattutto una lunga gestione delle difficoltà. Le sue parole al media scrum di domenica a Mandalika lo evidenziano: “È stato un fine settimana di sopravvivenza, senza molto altro. Abbiamo sofferto molto, abbiamo visto le Aprilia nelle prime quattro posizioni e da lì non si poteva fare molto di più. Abbiamo concluso la gara, questo è un po’ il riassunto del weekend”.
Il problema principale, secondo lo spagnolo, è stato ancora una volta il comportamento della carcassa posteriore rinforzata: “Abbiamo faticato molto con questo casing. Mi aspettavo di soffrire un po’ meno domenica con la Medium, invece è stato il contrario e abbiamo sofferto più che sabato con la Soft”. Alex ha poi spiegato come la gomma sia progressivamente crollata durante la gara: “Non siamo riusciti a tenere il ritmo e poi il posteriore è calato molto. Bisogna avere un po’ di pazienza: questa carcassa non la avremo più fino a… mai. Le abbiamo già detto addio per sempre”. Dal prossimo anno arriveranno infatti le Pirelli e, nei round rimanenti del 2026, quella specifica non dovrebbe più essere utilizzata.

Alex non nasconde però che il problema non sia stato soltanto Ducati. “È anche vero che le Aprilia volano, quindi bisogna continuare ad insistere”. Il poker di Noale ha confermato quanto il costruttore italiano sia diventato competitivo proprio nella fase decisiva del Mondiale, ma Marc Marquez è comunque riuscito a lasciare l’Indonesia con gli stessi punti di Jorge Martin. Alex lo considera un risultato importante: “L’ha salvata, senza dubbio. Non direi che sia stata una vittoria, però è uscito vivo da un circuito difficile per lui. Direi un pareggio: 22 punti per ciascuno”.
Con Martin ancora leader di appena due punti, la lotta resta completamente aperta. Alex però guarda già ai prossimi appuntamenti con una certa attenzione: “Il Mondiale sarà molto aperto, anche se adesso arrivano circuiti come soprattutto Australia, Qatar e Portimao, dove Aprilia può andare molto bene. Marc dovrà fare quei suoi giochi di prestigio”. In altre parole, continuare a salvare il massimo possibile nei weekend meno favorevoli.
Infine, il tema più politico: gli eventuali ordini di squadra. “Si vede che in Aprilia hanno le idee abbastanza chiare: vogliono il titolo e stanno parlando con tutti i piloti. Quindi credo che arriverà anche il momento per Ducati di fare lo stesso”, ha ammesso Alex. Per ora, però, non ritiene necessario forzare la mano: “È ancora un po’ presto. Mancano alcune gare e quando saremo lì, in battaglia ogni domenica, bisognerà valutare tutto”.

