Honda vuole tornare a contare davvero: sei moto per allargare lo scenario

La breaking news anticipata da Motorsport.com racconta che il costruttore giapponese sta lavorando per schierare sei moto in MotoGP nella prossima stagione, tornando così a una struttura più ampia rispetto alle attuali quattro RC213V tra team ufficiale e LCR. 

Per Honda sarebbe un passaggio tutt’altro che marginale. Tra il 2014 e il 2019 Honda era arrivata anche ad avere otto moto in pista, prima di restringere progressivamente il proprio raggio d’azione. Tornare a sei significherebbe riavvicinarsi a una dimensione più utile per raccogliere dati, accelerare lo sviluppo e soprattutto gestire con più libertà il proprio mosaico di piloti. Ed è proprio qui che il progetto acquista peso vero.

Il nodo, ovviamente, è trovare una seconda struttura satellite. E oggi la pista più concreta porta a Tech3, team che corre attualmente con KTM ma il cui accordo è in scadenza a fine stagione, mentre il livello di supporto futuro da parte della casa austriaca resta osservato speciale dopo il passaggio sotto il controllo di Bajaj.

Honda ha sondato varie possibilità, compresi altri team della griglia, ma il margine si è ridotto. Trackhouse non sembra orientata a rompere con Aprilia, mentre Gresini starebbe definendo il rinnovo con Ducati nonostante un futuro meno stabile sul fronte piloti. In questo scenario, Tech3 diventa il partner più credibile per riportare Honda a sei moto. 

Honda vuole più potere sul mercato piloti

La parte più interessante della manovra, però, non è neanche quella tecnica. È quella sportiva. Avere sei moto invece di quattro darebbe a Honda un margine molto più ampio nella gestione del proprio vivaio e dei propri titolari. Secondo l’indiscrezione, Fabio Quartararo sarebbe l’unico nome considerato già blindato per il progetto, mentre attorno a lui si aprirebbe un risiko molto più ampio.

Questo significherebbe che i posti oggi occupati da Joan Mir e Luca Marini non sarebbero più automaticamente garantiti nella stessa forma. E con due moto in più, Honda potrebbe anche scegliere una distribuzione più flessibile: tenere un profilo esperto in una squadra satellite, far crescere un giovane senza buttarlo subito nel team ufficiale oppure ridisegnare del tutto la coppia di riferimento.

Sul fronte contratti, il quadro comincia già a delinearsi. Oltre a Quartararo, gli unici due piloti con un legame già esteso oltre il 2026 sarebbero Diogo Moreira, sotto contratto fino al 2028, e Johann Zarco, vincolato fino al 2027. È una base che dà a Honda due pedine sicure, ma non ancora una gerarchia definitiva.

In più c’è un altro nome che pesa parecchio: David Alonso. L’idea, sempre secondo Motorsport.com, è quella di portarlo in MotoGP e poi decidere se inserirlo subito accanto a Quartararo nel team ufficiale oppure farlo maturare prima in una satellite. Ed è qui che l’eventuale ingresso di Tech3 assumerebbe un valore enorme: darebbe a Honda il contenitore ideale per gestire la crescita del colombiano senza forzare subito il salto più esposto.

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