Ducati detta il passo a Portimao: weekend storico per Aruba e Bulega

A Portimao non è arrivata soltanto una vittoria. È arrivata una dichiarazione di forza. Ducati ha dominato il Round del Portogallo con un fine settimana che entra di diritto nella storia recente della Superbike, grazie alla superiorità mostrata da Nicolò Bulega e alla crescita concreta di Iker Lecuona.

All’Autodromo Internacional do Algarve, il team Aruba.it Racing – Ducati ha costruito un weekend perfetto: doppietta in Superpole, doppietta in Gara 1, doppietta nella Superpole Race e ancora doppietta in Gara 2. Un risultato che certifica non solo il livello raggiunto dalla casa di Borgo Panigale, ma anche il momento straordinario di un Bulega sempre più padrone del campionato.

Il pilota italiano ha aperto il fine settimana con una pole da riferimento assoluto, chiudendo in 1’38.495e migliorando di 142 millesimi il record che apparteneva a Toprak Razgatlioglu. Un lampo che si è trasformato presto in un copione costante: partire davanti, imporre il ritmo e non lasciare spazio agli avversari.

Bulega imbattibile: sei gare vinte su sei nel 2026

Il dato che più pesa, guardando questo inizio di stagione, è uno solo: Bulega ha vinto tutte e sei le gare disputate finora nel Mondiale Superbike 2026. Portimao ha confermato una superiorità che non si limita al giro secco o alla gestione di una singola manche. Qui si sta vedendo un pilota completo, capace di adattarsi, correggere il weekend e poi prendere in mano ogni gara con autorità.

In Gara 1 è scattato bene dalla pole e ha controllato la corsa dal primo all’ultimo giro. La domenica ha poi replicato lo stesso schema nella Superpole Race, restando ancora una volta davanti dall’inizio alla fine. In Gara 2 il copione non è cambiato: Bulega ha allungato ancora il suo dominio, confermando un livello che in questa fase nessuno sembra riuscire davvero a contrastare.

Venerdì è stata dura, non siamo partiti bene, il feeling con la moto era pessimo. Abbiamo lavorato duramente come team e trovato una soluzione mentre domenica la moto era messa benissimo”, ha spiegato Bulega. Poi ha aggiunto la frase che meglio racconta il senso del weekend: “Sono orgoglioso di far parte della storia che abbiamo fatto questo weekend”.

Il lavoro del team ha cambiato il weekend

Nel successo di Portimao c’è molto del pilota, ma c’è anche il lavoro del box. Bulega lo ha sottolineato chiaramente, perché il passaggio da un venerdì difficile a una domenica dominante non nasce per caso. È il risultato di una squadra che ha saputo leggere i problemi, intervenire nella direzione corretta e restituire al proprio riferimento una moto competitiva in ogni fase.

Questo aspetto conta parecchio anche in chiave campionato. Quando una squadra riesce a ribaltare così il feeling in pochi turni, vuol dire che il pacchetto tecnico è solido e che l’intesa tra pilota e team è già di altissimo livello. È uno dei motivi per cui oggi Bulega appare così difficile da fermare: non sta vincendo soltanto perché va forte, ma perché ha intorno una struttura che reagisce subito e bene.

Lecuona cresce e completa la festa Ducati

Se Bulega è stato il dominatore assoluto del weekend, l’altra notizia pesante per Ducati arriva dalla crescita di Iker Lecuona. Dopo una tappa australiana più complicata, a Portimao lo spagnolo ha cambiato passo e si è preso un ruolo centrale nel weekend del team ufficiale.

In Gara 1 ha approfittato degli episodi iniziali, si è sistemato nella zona alta e poi ha costruito la sua corsa con sempre maggiore solidità, fino a prendersi un podio pesante. In Gara 2 ha confermato il salto in avanti con una prova ancora più convincente, fatta di sorpassi, ritmo e costanza. Prima ha superato Alex Lowes sul rettilineo principale a inizio terzo giro, firmando anche il giro veloce in 1’39.792. Poi ha ripetuto la manovra anche su Miguel Oliveira, mettendosi alle spalle un avversario particolarmente atteso sulla pista di casa.

Da lì in poi, con Bulega ormai irraggiungibile, Lecuona ha gestito la seconda posizione con un passo molto solido, viaggiando su tempi da 1’40” basso fino alle fasi decisive della corsa. Il dato finale è chiaro: tre secondi posti in un weekend, il massimo possibile alle spalle di un compagno di squadra semplicemente perfetto.

Il vero valore simbolico del Round di Portogallo sta però anche nella portata storica del risultato. Il team Aruba.it Racing – Ducati è diventato il primo nella storia del Mondiale Superbike a firmare un 1-2 in Superpole e poi a ripetersi con una doppietta in tutte e tre le gare del weekend.

È un primato che racconta molto più di una semplice superiorità occasionale. Significa che Ducati ha interpretato Portimao con una superiorità trasversale: prestazione pura, gestione della distanza, costanza dei due piloti e capacità di occupare stabilmente le prime due posizioni. Non è solo dominio, è controllo pieno del fine settimana.

Lecuona lo ha detto con entusiasmo, ma anche con lucidità: Siamo diventati il primo team a fare 1-2 nella sessione di Superpole e poi in tutte e tre le gare del weekend”.

La fiducia di Lecuona cresce, ma il riferimento resta Bulega

Oggi la mia moto era incredibile, la mia confidenza sta crescendo. Questo è il mio secondo Round col team, sono davvero felice. Abbiamo la chance per lottare per le prime due posizioni. Nicolò è un passo avanti”, ha spiegato Lecuona.

È una dichiarazione interessante perché conferma due aspetti. Il primo è che la Ducati ufficiale oggi ha due piloti in grado di stare davanti. Il secondo è che, almeno per ora, il leader tecnico e sportivo del progetto è Bulega, capace di mettere insieme velocità, continuità e una lucidità impressionante nella gestione del weekend.

Assen dirà se il dominio può continuare

Portimao consegna così una Ducati fortissima e un Bulega in stato di grazia. Il Mondiale, ovviamente, è ancora lungo, ma un inizio da sei vittorie su sei pesa già enormemente nella costruzione della stagione. Soprattutto perché non si tratta di successi sporadici o arrivati in modo caotico: qui c’è una superiorità che si vede nel giro secco, nella partenza, nel passo e nella gestione.

In più, il weekend portoghese ha mostrato una seconda Ducati ufficiale finalmente più vicina al vertice. E questo per Aruba è forse il dettaglio migliore in assoluto, perché amplia il margine strategico del team e rafforza l’idea di una struttura oggi molto più completa della concorrenza.

Bulega guarda già avanti con una motivazione in più, pensando ad Assen, pista dove l’anno scorso era stato condizionato dalla sfortuna nonostante un potenziale molto alto. L’anno scorso ad Assen sono stato molto sfortunato, la velocità era fantastica e spero di andar forte anche quest’anno, ha detto.

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