Ducati costretta a rincorrere: Austin conferma il momento difficile

Se il weekend del Brasile aveva almeno lasciato a Ducati un podio con Fabio Di Giannantonio alle spalle delle due Aprilia, ad Austin il quadro si è fatto ancora più pesante. Nessuna Desmosedici nelle prime tre posizioni, con la miglior moto di Borgo Panigale soltanto quarta, ed è una notizia che pesa per chi negli ultimi anni aveva abituato il paddock a un dominio quasi continuo.

Dietro alle Aprilia di Marco Bezzecchi e Jorge Martin si è inserita anche la KTM di Pedro Acosta, dettaglio che rende ancora più evidente il momento delicato della casa emiliana. Di Giannantonio ha limitato i danni con il quarto posto, mentre Marc Marquez ha chiuso quinto dopo la rimonta seguita alla long lap penalty. Un risultato che, già di per sé, non basta per una squadra abituata a lottare per vincere. E il bilancio sarebbe stato perfino più severo senza il ritiro di Ai Ogura, che avrebbe potuto togliere ancora più ossigeno a una domenica già complicata per Ducati.

Aprilia ha fatto un salto che Ducati non ha ancora trovato

Il commento più netto del dopo gara arriva da Davide Tardozzi, che fotografa senza troppi giri di parole la situazione tecnica del momento. Il team manager Ducati, parlando ai microfoni di Sky, ha riconosciuto che il salto fatto da Aprilia è oggi molto più marcato rispetto a quello compiuto da Borgo Panigale.

“L’Aprilia è cresciuta notevolmente, salto di qualità impressionante di 7-8 decimi, noi abbiamo migliorato 1-2 decimi. In questo momento dobbiamo rincorrere un po’”.

Nel ragionamento di Tardozzi c’è anche un passaggio importante su Marc Marquez, altro elemento chiave per leggere il weekend di Austin. Lo spagnolo, pur chiudendo soltanto quinto, ha mostrato una fase centrale di gara molto competitiva, soprattutto una volta liberatosi del traffico.

“Marc Marquez non è a posto al 100%”, ha spiegato Tardozzi a Sky, prima di aggiungere un dato significativo: “Oggi mi prendo la parte centrale della gara quando, nel momento in cui si è liberato di Raul Fernandez, ha recuperato otto decimi su Bezzecchi, ovvero una parte di gara da numero uno”.

Da una parte c’è la conferma che Marquez, quando riesce a trovare spazio e ritmo, resta un pilota capace di girare su livelli altissimi. Dall’altra però emerge ancora una volta il limite di questo momento: non è al 100%, e in una MotoGP così serrata anche una condizione solo leggermente incompleta pesa enormemente.

Il quarto posto di Di Giannantonio evita che il bilancio assuma proporzioni ancora più dure, ma non cambia il senso del fine settimana. La Ducati migliore è rimasta fuori dal podio, e questo oggi fa molto più rumore di un semplice piazzamento mancato. Perché non è solo il risultato a parlare, ma il confronto diretto con chi sta davanti.

Aprilia ha confermato la sua superiorità con una nuova doppietta. KTM è riuscita a inserirsi sul podio con Acosta. Ducati invece si è ritrovata a difendersi, cercando di limitare i danni e affidandosi soprattutto alla rimonta di Marquez e alla solidità di Di Giannantonio. Troppo poco, almeno per gli standard recenti di Borgo Panigale.

Comments

No comments yet. Why don’t you start the discussion?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *