Nel venerdì del GP del Brasile a Goiania, Davide Tardozzi ha tracciato una linea molto chiara: questa pista può iniziare a dire qualcosa sugli equilibri emersi in Thailandia, ma per avere un quadro davvero più attendibile servirà aspettare ancora. Dentro le parole del team manager Ducati ci sono diversi temi pesanti: il livello degli avversari, il comportamento delle gomme, il grip della pista e soprattutto quel peggioramento generale visto sulle Desmosedici nel passaggio dai test al weekend di Buriram.

Ducati promuove la pista, ma il venerdì non basta per sbilanciarsi

Il primo impatto con Goiania è stato positivo. Tardozzi ha raccontato di aver ricevuto buoni feedback sul tracciato, sottolineando soprattutto un aspetto che in un weekend del genere può fare la differenza: il grip. “Sono contento, hanno parlato bene della pista, c’è molto grip. Le condizioni sono quelle che sono. Bisogna aspettare”, ha detto a Sky Sport MotoGP durante la FP1 della MotoGP.

Il messaggio è semplice: la base del weekend sembra buona, ma i valori veri non sono ancora leggibili fino in fondo. Anche perché Goiania è una pista nuova per tutti, con condizioni ancora in evoluzione e con un lavoro tecnico che, almeno nella giornata di venerdì, resta inevitabilmente di costruzione più che di verità assoluta.

Tra i punti più interessanti toccati da Tardozzi c’è quello legato agli pneumatici, in particolare all’anteriore. Il possibile limite del weekend potrebbe nascere proprio lì. “Il limite potrebbe essere la gomma anteriore. Tutti hanno usato la soft perché da regolamento non c’è un numero adeguato di medie quindi tutti le tengono per quando sarà il momento di spingere”.

Goiania può dare un primo indizio, ma per Tardozzi il vero banco di prova sarà Jerez

La parte più forte del ragionamento di Tardozzi riguarda proprio il peso specifico di questo GP nel confronto con quanto visto in Thailandia. Ducati non esclude che Goiania possa confermare o rimettere in discussione quei primi valori, ma non considera ancora il Brasile come il punto definitivo di lettura.

Credo che sia una pista dove possiamo vedere se gli equilibri sono quelli della Thailandia, ma aspetterei Jerez. È una frase molto interessante, perché mette insieme due livelli diversi di analisi. Da una parte Goiania può aiutare a capire se il quadro emerso a Buriram non sia stato solo episodico. Dall’altra, però, Tardozzi individua in Jerez la tappa che potrebbe restituire un responso molto più credibile. Il senso è chiaro: servono più circuiti, più condizioni e più riferimenti prima di trasformare un’impressione in una sentenza.

Il vero campanello d’allarme resta quello visto in Thailandia

Tardozzi ha poi toccato uno dei temi più delicati per la Ducati in questo avvio di stagione: il netto peggioramento mostrato dalle moto di Borgo Panigale nel passaggio dai test al weekend thailandese. Un calo che ha colpito l’intero reparto corse e che gli ingegneri hanno analizzato con attenzione. “La cosa strana che gli ingegneri hanno notato è che dai test al weekend c’è stato un peggioramento di tutte le Ducati. Hanno verificato e credo e spero abbiano delle soluzioni”.

Qui sta forse il passaggio più pesante dell’intervento. Perché non si parla di una difficoltà isolata, né di un problema legato a un singolo pilota. Si parla di un peggioramento collettivo, diffuso, abbastanza anomalo da spingere la squadra a cercarne una spiegazione tecnica precisa.

Gli avversari sono cresciuti davvero, e Ducati lo sa

La chiusura del suo ragionamento è probabilmente quella più importante in ottica campionato. Tardozzi non ha nascosto che il livello della concorrenza sia salito in modo netto. “Aspettiamo qualche gara comunque perché gli avversari sono cresciuti moltissimo”. Tardozzi riconosce apertamente che Aprilia, KTM e gli altri riferimenti emersi nelle prime uscite non stanno vivendo un momento casuale, ma hanno realmente alzato il livello.

Ed è proprio questo che rende il Brasile così interessante. Ducati arriva ancora da riferimento generale del campionato, ma non con l’aria di chi pensa di rimettere subito tutti a posto per inerzia. Arriva con attenzione, con dubbi tecnici da chiarire e con la consapevolezza che la concorrenza sia più vicina.

Il venerdì di Goiania vale soprattutto come lettura del trend

Più che cercare risposte definitive, Ducati usa Goiania per leggere una tendenza. Il grip della pista sembra buono, le condizioni vanno comprese, la gestione della gomma anteriore sarà cruciale e il comportamento delle moto nei momenti in cui si inizierà davvero a spingere dirà qualcosa in più. Il Brasile può dare segnali, non ancora verdetti. Per quelli, almeno nella lettura Ducati, servirà aspettare un passaggio più avanti del calendario.

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