Seconda giornata di test a Sepang fortemente condizionata dalla pioggia. I tempi contano ancora il giusto, ma Honda manda segnali chiari: progressi tecnici evidenti e una RC213V che, finalmente, va da matti

La seconda giornata di test a Sepang è stata pesantemente condizionata dalla pioggia. I tempi, ancora una volta, vanno presi con cautela, ma qualcosina inizia ad emergere. Sembra proprio che il passo in avanti di Honda sia reale. Il 1’56”874 di Joan Mir è importante perché vuol dire scendere di mezzo secondo rispetto al suo giro in Q2 nel 2025. La RC213V è cresciuta sotto tantissimi aspetti e uno di questi è sicuramente la velocità di punta. Il motore 2026 viaggia ai livelli di Ducati, oltre i 340 km/h. Un cambio di scenario totale rispetto al 2025.

In Ducati tanto lavoro sotto traccia. Pecco Bagnaia continua a lavorare su feeling e costanza. Ci sono dei riscontri positivi su anteriore e stabilità, come aveva detto dopo la giornata di ieri, e se il tempo non racconta tutto, il passo sì. Marc Márquez, che oggi ha girato meno per via della pioggia, è stato più conservativo. Le migliori Ducati della giornata sono le giallissime VR46 di Franco Morbidelli e Fabio Di Giannantonio.

In top5 chiudono le KTM di Pedro Acosta e Maverick Vinales. La RC16 conferma sensazioni simili a quelle del Day 1. Il telaio convince, ma la moto non chiude ancora come dovrebbe. Pedro Acosta lo ha detto chiaramente. Serve più sterzata, e il lavoro passa dall’aerodinamica. Il potenziale comunque resta.
Yamaha è assente semi-giustificata. I piloti della casa di Iwata (incluso Fabio Quartararo che dopo l’incidente di ieri è tornato a casa) non hanno chiuso neanche un giro per motivi di sicurezza legati al nuovo V4. Non hanno girato neanche i piloti Pramac, Jack Miller e Toprak Razgatioglu. Scelta comprensibile, ma che riduce ulteriormente il tempo utile. Tutto si sposta in Thailandia. Con meno dati, meno confronto e più pressione.

