Pecco Bagnaia chiude a Sepang 8° in 1:57.720. Ma il cronometro oggi conta fino a un certo punto: nel box Ducati si parla soprattutto di feeling, anteriore e nuovi pezzi

Dopo la prima giornata di test a Sepang, Pecco Bagnaia chiude ottavo in 1:57.720. Classifica che, da sola, dice poco. È il classico Day 1 in cui ognuno lavora con programmi diversi, gomme diverse e carichi diversi. La cosa interessante, invece, è il modo in cui Pecco racconta la giornata a fine sessione ai microfoni di Sky Sport MotoGP.
“Come sempre ricominciare è fantastico. Oggi me la sono goduta alla grande. Abbiamo avuto l’occasione di fare diversi giri, sia stamattina con la media che oggi pomeriggio con la soft. Tutto quello che abbiamo provato ha dato feedback chiarissimi. Il mio feeling fortunatamente è molto positivo soprattutto sul davanti della moto, in ingresso e nelle staccate, che era quello che cercavamo dall’anno scorso. Per il momento quindi bene.”

Se c’è una parola che torna, è “il davanti”. Che nel caso Bagnaia è la base di tutto. Tutti i suoi problemi del 2025 derivano da lì. Se l’anteriore ti tratta bene in ingresso e nelle staccate, puoi staccare al limite. Quando Pecco dice che era “quello che cercavamo dall’anno scorso”, sta indicando una direzione precisa. Non è solo una sensazione carina: è un problema tecnico che sembra meno presente. E se davvero “il limite grosso” si è attenuato, allora cambia il modo di affrontare tutto.
Nel primo giorno Pecco ha messo anche mano alle novità, a partire dalla carena. “Poi ci siamo concentrati su nuove parti, come la carena. Anche se ho fatto lo stesso identico tempo con entrambe le carene (sia la vecchia che la nuova). Come inizio a pochi chilometri è positivo. La moto nuova? È migliorata sotto qualche aspetto, dove hanno potuto intervenire. Da subito mi sono trovato bene. Fortunatamente il limite grosso che avevamo l’anno scorso sembra non esserci più, anche se è vero che Sepang è una pista dove sono sempre andato veloce quindi bisogna prendere tutto con le pinze. Domani faremo una simulazione di Sprint e nel terzo giorno proveremo il time attack, che sarà fondamentale.”
La scaletta è chiara. Simulazione Sprint domani, poi time attack nel terzo giorno. Prima si misura la moto sul passo, poi si va a cercare il giro buono. E quello, sì, sarà un indicatore più leggibile per capire dove sta Pecco rispetto agli altri.

