Il mondiale Superbike riparte da Jerez nel modo più classico possibile: pioggia, poche certezze e tante domande. Danilo Petrucci davanti a tutti al debutto con BMW, Manzi continua a spingere, Honda ridotta all’osso. Tutto quello che è successo 

Se qualcuno si aspettava tempi da qualifica, si sbagliava. La prima giornata di test a Jerez del WorldSBK è stata una lunga sessione di sopravvivenza tecnica. Pioggia costante, pista sempre al limite e lavoro più da ingegneri che da cronometro. Roba che serve ai piloti per riprendere confidenza con moto nuove e gambe ancora da sgranchire. In un contesto dove i tempi contano fino a un certo punto. Ma chi va forte, un segnale lo manda comunque.

Il miglior tempo porta la firma di Danilo Petrucci, che alla prima vera uscita con la BMW è subito il riferimento in 1’52.976. Un tempo figlio sicuramente della pioggia, ma anche della confidenza, in un giorno dove non si forza e non si esagera. Alle sue spalle Yari Montella, miglior Ducati di giornata. Nicolò Bulega non è sceso in pista. Una scelta prudente, in quanto i test sono ancora tanti.

Quarto tempo per Stefano Manzi, che inizia bene con la Yamaha del team GYTR GRT. Yamaha mette in settima posizione Andrea Locatelli in 1’55.935. Ha chiuso 12° Xavi Vierge alla prima vera esperienza con la Casa di Iwata dopo quattro stagioni in Honda. Lo spagnolo ha chiuso il suo miglior tempo in 1’57.784. 

Honda a Jerez a ranghi ridotti, con Dixon come unico riferimento. Somkiat Chantra è out per infortunio rimediato in allenamento a Sepang, e a girare c’è solo Jake Dixon, che chiude nono in 1’57.108. Non una giornata da titoli ma almeno chilometri messi insieme. Importante anche il lavoro del collaudatore Tetsuta Nagashima, con 27 giri completati. Honda costruisce, ma è ancora lontana. 

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