Nicolò Bulega vince senza problemi la prima gara della stagione di SBK e lo fa davanti a due suoi connazionali, Lorenzo Baldassarri e Yari Montella. Un risultato tanto bello quanto inaspettato.

L’Italia trionfa su tutta la linea nella Gara 1 di Superbike a Phillip Island, portando tre piloti italiani, tutti in sella ad una Panigale V4R, sul podio. Davanti a tutti però c’è il solito Nicolò Bulega, che rispetta le attese e domina in lungo e in largo per tutti i giri della corsa senza lasciare scampo agli avversari. Un dominio che si prospetta tale probabilmente anche per il resto della stagione.

“Sono rimasto concentrato per tutta la gara, anche se non è faciledice Nicolò nelle parole riportate da Motosprint.“Sapevo di avere il passo migliore ma in gara non puoi mai sapere cosa può succedere, soprattutto qui a Phillip Island dove le condizioni possono cambiare in soli dieci minuti. Durante il test con il cambiare del meteo avevamo dovuto cambiare anche il nostro setup, quindi quando la gara è iniziata sapevo che saremmo potuti essere veloci ma non abbiamo mai tutto sotto controllo al 100%. Ho provato a gestire la gomma fino alla fine, per la prima volta non abbiamo dovuto fare il pitstop ma dovevamo essere molto gentili con la gomma.”

Bulega si concentra poi sul podio tricolore che a sorpresa è arrivato stamattina: “Non me aspettavo. Io, Balda e Yari siamo ancora abbastanza giovani ma abbiamo grande esperienza. Abbiamo guidato tutti nel mondiale per tanto tempo per cui sappiamo cosa dobbiamo fare anche se siamo più giovani. Quando arrivi ad avere più di 100 gare alle spalle conta poco se hai vent’anni o quaranta. L’esperienza è importante ma penso che i piloti diano il meglio di sé intorno ai 30 anni.”

“Molti anni fa ci sono stati Bayliss, Spies, e tanti altri top rider. Uguale in MotoGP, è normale che dopo un po’ di tempo ci sia un cambio generazionale. Sono alla mia terza stagione in SBK e sto iniziando ad avere un po’ di esperienza. Per cui mi sento pronto per lottare per il titolo anche se negli ultimi due anni siamo arrivati a giocarcela fino a Jerez.

“Quando sono arrivato per il primo giro non era esposta la bandiera a strisce giallo-rosse (a causa dalla caduta di Vierge, ndr), l’hanno messa solo al secondo giro. Ho visto che c’erano dei pezzi di moto a bordo pista quindi sono stato più attento immaginando ci potessero essere dei problemi. Sono stato fortunato. Ho spinto ma dovevo conservare la gomma. Ero al 100% ma in race mode.”

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