Brad Binder ha spiegato i problemi principali di KTM che lo hanno limitato nel 2025

Il 2025 è stato uno degli anni più complicati del percorso di Brad Binder in MotoGP. Il sudafricano ha concluso solo in 11° posizione in classifica finale (nel 2024 aveva chiuso 5°) e sembra, più che altro, aver perso dopo quattro stagioni il ruolo di punto di riferimento di KTM. Non è un segreto che ormai il “suo” posto sia stato strappato da Pedro Acosta, e che Binder, forse accompagnato dalle difficoltà con la RC16, non sia in un momento facile.
Il rapporto con la moto nella scorsa stagione è stato ridotto ai minimi termini, soffrendo principalmente le troppe cadute all’anteriore, soprattutto nei time attack, una fiducia fragilissima in ingresso di curva e l’impossibilità di guidare la moto come in passato. Binder ha spiegato in un’intervista a Crash.net quelli che sono stati i suoi problemi principali. “Ogni volta che provo a forzare emergono davvero i miei problemi. Devo trovare un modo per essere veloce guidando quasi in modalità ‘low’. Di solito cerco semplicemente di spingere come un dannato e vedere cosa succede. Ma ormai non funziona più.”

Il numero 33 di KTM ha detto di voler mettere una pesante pietra sopra a questa stagione. “Spero che quando ci penserò lo considererò solo un periodo negativo. Magari con il tempo il 2025 verrà ricordato come un anno davvero, davvero difficile, ma dal quale siamo riusciti ad uscire. Questo è il mio obiettivo. Penso che prima di tutto cadessi molto, perdendo spesso l’anteriore. Così ho perso parecchia fiducia nel davanti della moto. Questo mi rendeva sempre molto incerto sull’anteriore. Dovevo guidare cauto, perché appena provavo a dare un po’ più di spinta perdevo il davanti e cadevo, ed era davvero frustrante.“
“Per me gran parte dei problemi erano presenti già nel 2024. Avevamo molti crucci all’anteriore, ma riuscivamo comunque a essere piuttosto veloci quando serviva. Quest’anno però è stato tutto più complicato. All’inizio era più difficile e, in qualche modo, ora abbiamo trovato un equilibrio che funziona bene e tiene l’anteriore più “piantato”. Spero che da qui possiamo iniziare a uscire da questo periodo negativo.”

Il 2026 deve rappresentare, quindi, un capitolo nuovo sia per KTM che per il sudafricano. “Ritengo che il mio stile di guida sia cambiato parecchio. Sono molto più pulito rispetto a prima. Sicuramente c’è ancora del lavoro da fare, ma sento che stiamo andando nella direzione giusta. Se potessi scegliere una cosa da migliorare sulla moto del 2026, direi che vorrei che, quando rialzo la moto, non pattinasse così tanto. Se potessi avere trazione ogni volta che rialzo la moto in uscita di curva, penso che farebbe una differenza enorme.”

