Procede a buona velocità il recupero dall’infortunio al piede di Jonathan Rea, che purtroppo si è rivelato più grave del previsto. Il nordirlandese vorrebbe tornare già da Assen, a patto che il suo fisico sia al 100%. “Non la escludo come possibilità, ma i medici non sarebbero d’accordo”.

A fine 2023, quando è iniziata l’avventura di Jonathan Rea con Yamaha, in pochi avrebbero immaginato una catastrofe simile. Sulla moto che è stata campione del mondo nel 2021 con Toprak Razgatlioglu, il nordirlandese sperava di raccogliere ben più di un solo podio nel 2024 ed il 13esimo posto nella classifica finale. Per questo motivo il 2025 era iniziato con uno spirito diverso, salvo poi arrivare ai test invernali in cui una brutta caduta a Phillip Island gli ha procurato numerose fratture al piede sinistro.

Dopo il primo round visto dal divano di casa e l’intervento chirurgico, Rea ha preferito essere al fianco della sua squadra in occasione del weekend a Portimao, in cui Jason O’Halloran lo ha sostituito. Grazie ad Andrea Locatelli e ad una Yamaha che sembra esser migliorata grazie alle recenti modifiche, il box ha potuto festeggiare il loro primo podio stagionale. In molti si son chiesti quindi quando sarà in grado di salire in sella anche il sei volte campione del mondo, che ha così risposto a WorldSBK.com. “Sto recuperando bene, la scorsa settimana ho fatto un bel passo avanti sia fisicamente che mentalmente, mi sento molto meglio. Considerando che l’infortunio è stato molto più grave di quanto pensassi, sono ottimista.

Da casa sto lavorando moltissimo, in questa settimana parlerò con gli specialisti e vedremo cosa fare. Non escludo la possibilità di essere ad Assen, anche se i medici non sarebbero d’accordo. L’infortunio è molto serio e serve tempo, al Round di Assen manca molto poco. Voglio vivere settimana per settimana. Nonostante mi stia allenando come un animale, non posso ancora caricare peso sul piede e devo usare le stampelle. Mi manca molto la mia moto, è dura vedere gli altri correre.” ha aggiunto Jonathan.

La casa di Iwata rientra tra le squadre che godono delle superconcessioni, (da cui sono escluse solo Ducati e BMW), grazie alla quale hanno maggior libertà di sviluppo. Dopo la stagione 2024 che è stata tra le peggiori del recente passato di Yamaha, sul saliscendi portoghese si son visti i primi frutti del lavoro fatto sulle rigidezze del telaio. “Era uno di quegli aspetti che aveva bisogno di aggiornamenti quando sono salito sulla moto la prima volta. Non ho ancora provato questa configurazione ma da fuori sembra funzionare bene, e anche il riscontro dei piloti è positivo.

In realtà io ero ottimista già a Phillip Island, anche se i risultati non sono stati buoni. Per tutto l’inverno ho avuto l’impressione che fossimo messi molto bene, e anche il feeling era ottimo. C’è da lavorare molto ma dobbiamo essere fiduciosi. Toprak e Bulega hanno un altro passo al momento, ma noi dobbiamo giocarcela con loro. Con calma sono sicuro che arriveremo.